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LA RIVISTA DEI CONSUMATORI
BLOG DI UTILITA' E APPROFONDIMENTO PER IL CONSUMATORE
Riduzione del limite per la tracciabilita' dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all'uso del contante
RIMANDIAMO ALLA LETTURA TESTUALE DELL'ART. 12 DEL DECRETO SALVA ITALIA IN MATERIA DI LIMITAZIONE ALL'USO DEL CONTANTE.
TRENI IN RITARDO? CHIEDI L'INDENNIZZO
Dal 1° maggio sono entrate in vigore le nuove Condizioni Generali di Trasporto
di Trenord, con alcune importanti novità per i clienti, a partire dalla
struttura del documento che è stata modificata per seguire idealmente
il percorso del viaggiatore da casa fino in treno: si parte, dunque,
dalla ricerca di informazioni per preparare il proprio viaggio per
finire con le norme di comportamento da seguire a bordo treno e le
sanzioni previste in caso di irregolarità.
Tra le principali novità introdotte vi sono:
Tra le principali novità introdotte vi sono:
- la possibilità di indennizzo per ritardo: in caso di ritardo all’arrivo maggiore di 60 minuti, il viaggiatore (che non abbia già richiesto il rimborso del biglietto secondo e modalità consentite) potrà chiedere a Trenord un indennizzo pari al 25% del prezzo del biglietto per ritardi compresi tra 60 e 119 minuti e pari al il 50 % in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti;
- il ravvedimento operoso per gli abbonati: se un viaggiatore viene trovato sprovvisto di abbonamento ma dichiara di averlo dimenticato a casa e lo presenta in originale entro tre giorni lavorativi presso gli uffici di Customer Care o le biglietterie di stazione (allegando una fotocopia dell’abbonamento stesso) non pagherà alcuna sanzione;
- l’acquisto a bordo facilitato in prima vettura: chi sale sul treno senza biglietto potrà acquistarlo a bordo, recandosi prontamente dal personale di bordo in prima vettura. In questo caso, se il viaggiatore è salito da una stazione con biglietteria o emettitrice automatica funzionante, gli verrà rilasciato il titolo richiesto alla tariffa ordinaria con una maggiorazione di 5 euro. Se invece è salito da una stazione priva di qualsiasi canale di vendita o con biglietteria chiusa, con punti vendita chiusi, ed emettitrici automatiche non funzionanti, non sarà applicata alcuna maggiorazione.
Da MbNews "Treni in ritardo e super affollati: ora chi viaggia male può essere risarcito"
| Treni in ritardo e super affollati: ora chi viaggia male può essere risarcito | | |
| Scritto da Silvia Tosetti |
| Giovedì 08 Settembre 2011 |
| Al di là dei disagi causati da ritardi e soppressioni, da convogli sporchi e super affollati, al rientro dalle vacanze estive i pendolari devono anche fare i conti con il rincaro del biglietto del treno. Ma da ora chi viaggia male potrà essere risarcito. Il Giudice di Pace, infatti, ha dato ragione a una pendolare che aveva fatto causa a Trenitalia per ritardi, soppressioni, sporcizia e sovraffollamento dei convogli. Per supportare la tesi della sua assistita l'avvocato della donna si è appellato all'articolo 36 del Codice dei Consumatori che sancisce «la nullità delle clausole contrattuali di cui venga accertata la vessatorietà in tema di contratti conclusi tra il professionista e il singolo utente persona fisica e ciò a tutela del consumatore». Così, oltre che del denaro speso per gli abbonamenti, la signora è stata risarcita anche dei danni morali. E ora che si è creato il precedente c'è da scommettere che altri viaggiatori si organizzeranno per prendersi la loro rivincita. «Già un anno fa avevamo pensato ad una class action contro Trenitalia e avevamo iniziato a seguire la pratica anche se poi l'avevamo lasciata in stand by – ha affermato Gianluca Morelli, fondatore del Comitato Parcheggio di Arcore - Bisogna capire bene come muoversi, abbiamo in mente di contattare il legale che ha seguito il caso per saperne di più. È necessario anche capire quanti sono interessati, purtroppo non è così facile convincere la gente. Oggi circa il 35% delle e-mail che riceviamo lamentano questi disagi, ma solo fino a 3 o 4 anni fa erano addirittura il 70%. Questo perché per le persone ormai è diventata un'abitudine viaggiare in queste condizioni. Il punto di partenza dei pendolari è che "tanto non cambia nulla", si sono rassegnati». Tuttavia questo potrebbe essere il momento propizio per far partire la rivoluzione d'autunno dei pendolari. Come ha spiegato Morelli con l'inizio della scuola i disagi diventano ancora più insopportabili. «Il periodo in cui riceviamo più e-mail di lamentela è quello tra settembre e dicembre: la gente è esasperata perché timbra il biglietto, ma poi il treno è in ritardo e così a fine mese si accumula ore di lavoro perso. Quando e se partiremo con una class action contro i disagi causati da Trenitalia ancora non lo sappiamo – ha aggiunto -. Magari inizieremo ora, quando arriveranno le prime e-mail di fuoco dei pendolari». Del resto le seccature per chi viaggia in treno non mancano. Ritardi e soppressioni sono ormai all'ordine del giorno, senza contare i problemi legati al riscaldamento delle carrozze. «Ultimamente, poi, dopo la ristrutturazione dei vagoni, non si possono più aprire i finestrini e in estate, quando il treno resta fermo qualche minuto con le porte chiuse, le carrozze diventano dei forni e capita che ci siano persone che si sentono male», ha raccontato Morelli. Per cercare limitare i disagi legati al sovraffollamento il Comitato si è anche rivolto a Regione Lombardia per chiedere qualche carrozza in più. Ma niente, dal Pirellone nessuna risposta. «Così capita di prendere il treno alle 3 di pomeriggio e trovare otto carrozze completamente vuote, quando alle 7 di mattina ce ne sono cinque completamente piene – ha sottolineato Morelli -. Un po' di coerenza, anche se da Trenitalia ci hanno risposto che così facendo i treni durano di più». Nel caso siate convinti di prendervi una rivincita contro il treno perennemente in ritardo, il consiglio è di conservare i biglietti timbrati, e se possibile anche le fatture. Attenzione alle fotografie dato che, ha spiegato Morelli, «non si possono utilizzare immagini scattate all'interno dei vagoni perché contestabili da Trenitalia». |
MANOVRA 2011
Segnaliamo che a seguito della recente manovra finanziaria i processi in materia previdenziale nei quali sia parte l’INPS, pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31 dicembre 2010, per i quali, a tale data, non sia intervenuta sentenza, il cui valore non superi complessivamente euro 500,00, si estinguono di diritto, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente.
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